Quasi 1 italiano su 2 torna indietro per un problema domestico reale o temuto, secondo l'ultima indagine dell’Osservatorio sulla Serenità domestica di Sector Alarm

Lasciare la propria casa vuota durante i periodi di assenza o vacanza è un’abitudine molto diffusa in Italia (la scorsa estate le case vuote erano 18 milioni), ma non sempre senza pensieri. E’ quanto emerge dall’ultima indagine dell’Osservatorio sulla Serenità domestica di Sector Alarm, condotto in collaborazione con AstraRicerche, che Adnkronos/Labitalia ha potuto visionare e che ha analizzato i comportamenti dei cittadini quando si allontanano dall'abitazione, tracciando un quadro chiaro sul legame tra bisogno di sicurezza domestica e reti di supporto informali.

Vacanze interrotte: un fenomeno più comune di quanto si pensi, con marcate differenze geografiche

Quasi due italiani su tre (il 62,7%) lasciano disabitata la propria casa per più giorni almeno una volta all'anno, tra escursioni fuori porta e soggiorni nelle seconde case, possedute dal 26% dei connazionali. Il 18,9% lo fa addirittura quattro o più volte l'anno. Tuttavia, l’allontanamento dalle mura domestiche porta con sé stress e timori, che talvolta si rivelano giustificati. Tra coloro che lasciano la casa incustodita, il 43,1% è dovuto rientrare in anticipo almeno una volta avendo la certezza che si fosse verificato un evento negativo in casa. Una percentuale quasi identica (42,3%) ha interrotto la vacanza per il forte timore che fosse successo qualcosa. Il rientro in anticipo avendo la certezza di una negatività avvenuta risulta più comune tra i residenti in Campania (54,5%), prima regione in Italia per i rientri anticipati, seguita dalla Puglia (53,3%) e il Piemonte (46,1%). Spicca, invece, la Toscana come la regione d’Italia in cui si verificano meno rientri anticipati con solo il 25% (-18,2% rispetto alla media nazionale).