ROMA – Quando entrambi i genitori escono di casa per andare al lavoro, si chiedono - è naturale - se la casa sia davvero al sicuro in loro assenza. Se lo domandano anche i tanti italiani (il 40,8% del totale) che non vivono in un condominio con dei vicini, ma in ville, villette isolate e abitazioni indipendenti. E il cruccio della sicurezza frulla ogni giorno nella testa di chi ha comprato una seconda casetta per le vacanze sapendola lontana per molti mesi all’anno. Indifesa, incustodita.

Questa Italia timorosa e spaventata ha moltiplicato, negli ultimi 2 anni e mezzo, le difese contro i topi da appartamento. Chiusa la parentesi “felice” del Covid, con i furti in vistosa flessione, in tanti si sono decisi per delle contromisure.

Resistono quelle classiche, come la porta con cilindro europeo di fascia alta e defender corazzato, le inferriate ai balconi, le tapparelle blindate, il videocitofono. Tanti altri puntano su allarmi digitali ed elettronici - finiti nel paniere Istat 2026 - a volte collegati a centrali operative che promettono di arrivare subito sul luogo del delitto.

Uno tsunami

Delitto, proprio così. II 59% degli italiani spiega ai ricercatori del Censis (nel 2025) che l’intrusione in casa è in assoluto il suo incubo maggiore. Uno tsunami dal fortissimo impatto psicologico: più del furto dell’auto, più delle aggressioni o rapine.