TREVISO - Temperature estreme da un lato all'altro della Marca: ieri (29 giugno) la massima, nel capoluogo, ha nuovamente sfiorato i 38 gradi. In provincia, però, la situazione è stata anche più pesante: tra i dati più significativi i 39,3 gradi di Castello di Godego, i 38,7 di Castelfranco Veneto, i 38,9 di Cordignano e i 39,1 di Colle Umberto (dati riferiti al portale MeteoNetwork.it). Una giornata infernale che ha costretto molti a chiudersi in casa o a cercare riparo all'ombra, con condizionatori e ventilatori accesi giorno e notte. Conseguenze evidenti soprattutto sul mondo del lavoro, con ripercussioni diffuse a macchia di leopardo: dai blackout in interi quartieri ai guasti dei cancelli elettrici, fino alle frazioni più isolate rimaste senz'acqua nel Vittoriese e alla cancellazione di eventi pubblici. Senza contare i malori: 14 casi al giorno. E ora, dopo questa ondata di caldo, potrebbe arrivare un altro "conto da pagare": il maltempo, con fenomeni che nei prossimi giorni potrebbero risultare altrettanto intensi.

In fabbrica L'emergenza caldo continua a pesare soprattutto sul sistema produttivo della Marca, tra criticità negli stabilimenti e confronto istituzionale sulla tutela dei lavoratori. Allo stabilimento Electrolux di Susegana, nei reparti dell'area tecnologica e in diverse altre zone produttive tra cui magazzini, Acema e imballo le temperature interne hanno superato stabilmente i 35 gradi, arrivando fino a 36. Una condizione aggravata, secondo le rappresentanze sindacali, dall'assenza di adeguati sistemi di raffrescamento in più aree dello stabilimento, a differenza di altre zone dotate invece di impianti più efficaci. Nel pomeriggio di ieri, alle 17, gli addetti del turno hanno sospeso l'attività su richiesta dei lavoratori e su indicazione delle Rsu. «I lavoratori sono arrivati a condizioni di forte spossatezza dovute al caldo» riferiscono dalle rappresentanze interne, che segnalano come la situazione fosse ormai insostenibile in diversi reparti. Secondo i sindacati, la criticità non sarebbe legata solo alla fase climatica eccezionale, ma anche alla mancata attuazione di interventi strutturali più volte sollecitati. «Da tempo sono stati richiesti interventi puntuali per rendere vivibili queste aree, ma non sono stati realizzati», viene sottolineato, insieme alla denuncia della mancata adozione di misure straordinarie come «pause aggiuntive, rallentamento dei ritmi produttivi e interruzione del lavoro nelle ore centrali della giornata, tra le 13 e le 18». In questo quadro viene ritenuta necessaria anche «la valutazione dell'attivazione degli ammortizzatori sociali Inps per fronteggiare le condizioni climatiche». Parallelamente, sul fronte istituzionale, la Regione Veneto ha convocato le parti sociali per un confronto sull'emergenza caldo e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. L'amministrazione regionale ha annunciato la volontà di integrare l'ordinanza "calore", estendendone l'applicazione anche ai settori finora esclusi. Nel corso dell'incontro con le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil del Veneto è stata inoltre condivisa la necessità di rafforzare i controlli sul tema: secondo i sindacati, sono ancora troppe le aziende che lavorano anche nelle ore vietate o senza i dispositivi necessari.Gli altri problemi Alle criticità dell'industria trevigiana si uniscono quelle del settore agricolo: le conseguenze della siccità si sommano alle preoccupazioni per il maltempo previsto nei prossimi giorni, a partire da mercoledì. I segnali sono già evidenti, con un aumento di quasi un terzo delle richieste di irrigazione ai consorzi. Nei territori più isolati, come Sarmede e Fregona, ma anche sul Monte Grappa, iniziano inoltre a registrarsi difficoltà nei rifornimenti d'acqua. Un'altra criticità percepita in questi giorni è quella relativa ai blackout: interi quartieri sono rimasti senza energia elettrica nel fine settimana. Ieri mattina, ad esempio, il territorio del Comune di Revine Lago è rimasto senza corrente: il caldo ha messo fuori uso 28 cabine elettriche. Nel fine settimana le ripercussioni dell'ondata di caldo si sono viste anche al di fuori dell'ambito lavorativo. A Guarda di Montebelluna, ad esempio, è saltato il pranzo della domenica alla sagra per ragioni legate alle alte temperature. E anche nei prossimi giorni, se il caldo dovesse proseguire, potrebbe risultare difficile - e potenzialmente rischioso - organizzare eventi che non si svolgano in orario serale.