TREVISO - Un'ondata di caldo che fa già storia. Quello che si sta per concludere è stato di fatto il giugno più caldo degli ultimi 23 anni nel trevigiano. Ieri il capoluogo è stato il più caldo del Veneto con una massima di 37,1 gradi. Ma in altre parte della provincia, a partire dalle castellana, sono stati sfiorati pure i 38. Le temperature avevano registrato picchi anche a giugno 2019. Oggi, però, pesa il quadro complessivo. «Il caldo si è diffuso - conferma Giancarlo Iannicelli, esperto meteo in pensione dell'Aeronautica militare - e questo porta a maggiori sofferenze». Una situazione che sostanzialmente non si vedeva dall'estate del 2003. «Quando si arrivò al record storico di 40,1 gradi registrato dall'Aeronautica», ricorda Iannicelli.
Mercoledì Stefano Tonin, 57enne di Resana, è morto per il caldo mentre stava lavorando in un cantiere a San Martino di Lupari. E sono già 5 gli anziani tra i 70 e i 78 anni ricoverati in ospedale: due, arrivati con una temperatura corporea di 42 gradi, sono in Terapia intensiva. Più decine di malori. Con il bollino rosso, i lavoratori di cantieri, cave e settori agricolo e florovivaistico non possono operare all'esterno dalle 12.30 alle 16, come impone l'ordinanza regionale. Le aziende hanno già avviato la cassa integrazione. Alcune scuole hanno spostato i corsi di recupero. Altre hanno fatto arrivare "Pinguini" e ventilatori. Con i blackout a ripetizione, sempre a causa del caldo, migliaia di trevigiani sono rimasti al buio. E due centraline hanno anche preso fuoco. Il coperchio Il quadro è frutto di un mix molto pericoloso. «L'ondata di caldo anomalo è legata dall'alta pressione al suolo. Ci si può immaginare una piramide di vetro, calata dall'alto, che fa coperchio - spiega Iannicelli - le masse d'aria non solo ristagnano, facendo crescere calore e umidità, ma sono anche compresse da un'alta pressione in quota, chiamiamola così, di origine subsahariana». Le previsioni Pur senza aspettarsi rivoluzioni, tra martedì e mercoledì le temperature dovrebbero iniziare a scendere un po'. Ma il rischio è che si scatenino temporali anche molto violenti. «Oggi è come se ci fosse un accumulo di polvere da sparo - è l'immagine indicata da Iannicelli - che potrebbe essere accesa dall'ingresso di un impulso di aria più fresca, dando vita a temporali anche intensi».Il cambiamento climatico è evidente. Il valore medio della temperatura a Treviso è passato dai 25,5 gradi del 1961 ai 28 del 2020. E si continua a salire. «Fino ad oggi l'ondata di caldo è una delle più significative per lo meno dell'ultimo trentennio - evidenzia l'Arpav - soprattutto in termini di persistenza, e non solo per giugno ma per l'intero periodo estivo». «Il cambiamento climatico in atto è molto veloce - aggiunge Iannicelli - una volta c'era l'anticiclone delle Azzorre, considerato buono, tra virgolette, anche abbastanza ventilato. Adesso invece è stato sostituito: il padrone dell'estate è diventato l'anticiclone africano». Il vademecum Si prova a correre ai ripari. Sul fronte del lavoro, Sara Pasqualin, segretaria della Cgil di Treviso, ha evidenziato la necessità di prevedere delle contromisure per il caldo anche nella contrattazione integrativa. Intanto si sono messi a punto vademecum specifici e percorsi di formazione sul decreto Sicurezza. Come quelli definiti dal gruppo provinciale Panificatori della Confcommercio con Spisal, Usl e Ispettorato del lavoro.Nei 280 panifici della Marca al caldo estremo si aggiungono i forni accesi. Ora da una parte c'è la partenza di corsi di formazione organizzati a misura dei panificatori, al fine di mettere i datori di lavoro nella condizione di salvaguardare la salute dei propri dipendenti, con docenze garantite dallo Spisal. E dall'altra un vademecum su come comportarsi in caso di controlli. Le particolarità dopotutto non mancano. Basta pensare agli orari di lavoro notturni, al microclima generato dalle polveri da farina, alle alte temperature dei forni e , non da ultimo, al rischio colpo di calore. «Abbiamo dato inizio a un percorso - tira le fila Mario Boccanegra, presidente del gruppo Panificatori - che innalza la cultura del lavoro, della prevenzione e della salute nelle nostre attività».













