TREVISO - Treviso Il capoluogo della Marca è il più caldo del Veneto. Ieri le centraline dell'Arpav in città hanno registrato una temperatura massima di 36 gradi. Un forno. Venezia e Vicenza, per dare un'idea, per lo meno si sono fermate rispettivamente a 32,7 e 32,5 gradi. Nel resto del trevigiano, come conferma il portale Meteonetwork, è andata pure peggio. Il record assoluto è stato registrato a Mogliano e Conegliano: la massima qui è salita fino a 38,1 gradi. A Ramon di Loria si è arrivati a 37,7. A Cordignano 37,4. E così via. Le massime sono rimaste sotto la soglia dei 30 gradi praticamente solo sul monte Pizzoc a Fregona (22,9) e sul monte Cesen a Valdobbiadene (22,2).
Ma a pesare sulla salute sono anche le notti tropicali. In questi casi un riposo non adeguato rischia di essere determinante. E Treviso è la prima città del Veneto anche sul fronte delle temperature minime. Nella notte tra sabato e ieri in città non si è mai scesi sotto i 22,7 gradi. I MALORI Purtroppo si iniziano a vedere gli effetti dell'ondata di calore anche nei pronto soccorso, con una raffica di malori. Ieri 6 anziani sono stati costretti a rivolgersi d'urgenza agli ospedali della Marca a causa della disidratazione. I pazienti hanno trascorso alcune ore attaccati alle flebo nei settori dell'osservazione breve intensiva (Obi) all'interno delle aree dell'emergenza-urgenza. Poi hanno potuto far ritorno a casa. Ma l'allarme resta elevato. Nei casi più gravi la disidratazione può sfociare in confusione, sonnolenza, pelle fredda, insufficienza renale e ipotensione.«Il caldo eccessivo può rappresentare un rischio, soprattutto per le persone più fragili come anziani, bambini, donne in gravidanza e chi soffre di patologie croniche», ricordano dall'Usl della Marca. Il primo suggerimento è di non uscire nelle ore più calde (tra le 11 e le 18), idratarsi bevendo più di 1 litro e mezzo di acqua al giorno e indossare un copricapo per ridurre i rischi di colpo di calore. I LAVORATORI Sia oggi che domani restano giornate da bollino rosso per i lavoratori. Il portale Worklimate.it indica un livello di rischio alto: «È associato ad uno stress da caldo particolarmente critico per la salute». Si tratta della quota che fa scattare lo stop alle attività a causa del troppo caldo. Come detta l'ordinanza regionale, gli operatori in servizio nei cantieri, nelle cave e nei settori agricolo e florovivaistico sono chiamati a non fare lavori all'aperto dalle 12.30 alle 16. Ma tutte le imprese, indipendentemente dal settore, sono chiamate alla prudenza. I BLACK OUT Chi può, ricorre al condizionatore. Il consumo di energia elettrica si è già impennato. Tanto che non mancano black out. La rete si sovraccarica. E salta. Sabato è accaduto nella zona di Conegliano: da Costa a Scomigo, passando per via Lourdes, il quartiere di Monticella, viale Friuli, via Veneto, via Cadore e via Piovesana, dove ci sono i comandi di polizia, vigili urbani e vigili del fuoco. Alla fine oltre 1.000 contatori si sono ritrovati bloccati tra la città del Cima, Mareno, San Vendemiano e San Pietro di Feletto. Verso le 22.30 è calato il buio: luci pubbliche e private spente, abitazioni e attività rimaste senza corrente, allarmi e sirene partite all'improvviso.La mancanza di energia elettrica ha portato a una raffica di segnalazioni. In alcuni punti il servizio è stato ripristinato in modo relativamente rapido. In altri, invece, sono state necessarie attese più lunghe. L'ultima area a tornare regolarmente alimentata è stata quella di via Piovesana, dove la corrente elettrica è stata ripristinata solo dopo mezzanotte. Per tutta la durata dell'emergenza sono stati impegnati gli operatori di E-Distribuzione, intervenuti sulle diverse cabine elettriche della zona per individuare e risolvere il guasto.















