Conte: "Però Lisei si dimetta dalla presidenza della commissione"
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Giuseppe Conte cede al pressing di Fratelli d'Italia, e dagli studi di Quarta Repubblica, programma condotto da Nicola Porro su Rete 4, annuncia: "Ho deciso di farmi audire, appena il presidente Lisei fisserà la data della mia audizione rassegnerò le dimissioni da componente della commissione Covid". "Proprio oggi - annuncia l'ex premier - ho scritto una lettera ai presidenti di Camera e Senato per comunicare la mia intenzione di essere ascoltato". Nella missiva ai presidenti dei due rami del Parlamento Conte pone però una condizione: "Marco Lisei (presidente della commissione Covid, ndr) si dimetta, non è imparziale nella conduzione dei lavori".Nella lunga intervista, concessa a Nicola Porro, il capo dei Cinque stelle, decide per la prima volta di sottoporsi a domande sull'emergenza Covid. Non rinuncia a mettere nel mirino ancora una volta Il Giornale: "Da settimana i giornali di Angelucci, deputato della Lega, stanno conducendo una campagna denigratoria nei miei confronti, imbeccati dal trio dei patrioti (Bignami, Lisei e Buonguerrieri)". L'ex premier appare in enorme difficoltà sul caso della maxi-commessa al consorzio cinese (1,2 miliardi di euro) per le mascherine: "Non posso negare che 223 milioni di commissioni, se vere, sono un'abnormità". Su un punto però Conte non fa marcia indietro: la difesa dell'ex commissario all'Emergenza covid Domenico Arcuri. "Si tratta di un eroe che l'Italia dovrebbe ringraziare" dice il capo dei Cinque stelle. Sulla cena avvenuta a casa Arcuri nessun imbarazzo. Nessuna retromarcia anche sul giro di mediatori e avvocati che arrivano dallo Studio Alpa, lo stesso dove ha lavorato prima di diventare premier: "Non sono delinquenti, non intendo denunciare nessuno, perché non credo che nessuno abbia speso il mio nome per ottenere consulenze".Conte rilancia la vecchia narrazione: "Italia viveva una situazione di enorme difficoltà e avevamo bisogno di mascherine". Il Giornale sta raccontando da settimane il caso delle mascherine farlocche, pagate a peso d'oro e finite negli inceneritori: "Chi lo dice che fossero farlocche?". Però è un Conte che prova a giocare anche all'attacco: "Quando sarò audito tirerò fuori ditte e professionisti segnalati anche da Fratelli d'Italia. Ci divertiremo". La via delle dimissioni dalla commissione Covid è stata aperta dal capogruppo Fdi Galeazzo Bignami: "Dimettendomi viene a cadere l'incompatibilità di cui altri si fanno scudo, per rispondere a tutte le domande che i commissari vorranno pormi sulle vicende a me note. Ricordo, a titolo di esempio, di aver presentato più volte richieste di accesso atti sul piano pandemico, sui verbali della task force e sui contratti stipulati dalla struttura commissariale per la fornitura di mascherine". Un precedente che avrebbe spinto l'ex premier grillino a fare la stessa cosa.














