L’intelligenza artificiale “è uno strumento fantastico, ma è valida solo quanto lo sono le informazioni che usi per addestrarla”, ha commentato il vicepresidente dell'ingegneria hardware di Ford, Charles Poon. L’AI, senza le giuste conoscenze, ha prodotto risultati deludenti costringendo la casa automobilistica ad assumere persone specializzate in grado di istruirla e colmarne le carenze nel settore della qualità
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L’intelligenza artificiale può sostituire le persone in molti lavori. Ma, non sempre, riesce a fare meglio degli umani. È successo in Ford, la casa automobilistica statunitense che, dopo aver provato ad inserire l’AI nei processi di controllo qualità, ha dovuto fare retromarcia e richiamare circa 350 ispettori e ingegneri con grande esperienza nel settore. A confermarlo, come riporta la Bbc, è la stessa azienda: “Abbiamo sbagliato a pensare che, introducendo l'intelligenza artificiale e aggiustando i requisiti di progetto, avremmo ottenuto un prodotto di qualità”, ha fatto sapere Charles Poon, vicepresidente dell'ingegneria hardware di Ford.
Umani per istruire l’AI
I risultati raggiunti da Ford, premiata anche dal JD Power Initial Quality Study 2026, ricerca di riferimento del settore automobilistico, non sono dovuti solo all’intelligenza artificiale ma anche, e soprattutto, alle conoscenze delle persone che lavorano nell’azienda. Tagliare il pool di ingegneri e sostituirlo con l’AI è sicuramente servito a tagliare i costi, ma ha restituito risultati deludenti provocando un calo della qualità dei prodotti. Da qui la necessità di assumere nuovamente gli specialisti in grado di capire e colmare le carenze dell’AI. Secondo Charles Poon, infatti, l’intelligenza artificiale “è uno strumento fantastico, ma è valida solo quanto lo sono le informazioni che usi per addestrarla”.










