C’è anche una donna nel gruppo che ha effettuato un sopralluogo alcuni giorni prima dell’attentato fuori dall’abitazione del giornalista Sigfrido Ranucci avvenuto nell’ottobre 2025.I nomi degli arrestati I carabinieri hanno arrestato quattro persone tra i 53 e i 22 anni. Si tratta di Antonio Passariello, residente nel comune di Cicciano, in provincia di Napoli, Marika De Filippi, Saverio Mutone e Pellegrino D’Avino, tutti residenti nell’Avellinese. Il gruppo avrebbe agito su commissione, in cambio di diverse migliaia di euro. I quattro hanno precedenti penali per droga e il 53enne in particolare tra i precedenti ha anche il sequestro di persona, violenza sessuale, rapina ed estorsione. La procura di Roma nella richiesta di arresto contestava l’accusa di strage, non riconosciuta poi dal gip nell'ordinanza.
«Facciamo la storia» «La bomba sono andato a mettere là! Facciamo la storia». E' quanto afferma uno dei quattro arrestati in una intercettazione citata nell'ordinanza cautelare nell'ambito dell'indagine legata all'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci avvenuto a Pomezia nell'ottobre del 2025 che ha provocato ingenti danni all'auto del giornalista parcheggiata all'esterno della villetta dove vive il conduttore di Report assieme alla famiglia. In merito ai mandanti l'indagato intercettato afferma di avere operato su commissione: «mi contattò uno (…) lo sai com'è (…) quando vai a Roma».Gli sviluppi«Sapevo che sarebbe avvenuto qualcosa, ma ovviamente dalle indagini non è trapelato nulla. Adesso aspettiamo gli sviluppi. Ho voluto ringraziare personalmente il Nucleo investigativo dei Carabinieri e il dottor Carlo Villani, che mi aveva promesso che avrebbe chiuso le indagini ed è stato di parola. Adesso bisognerà capire i dettagli di tutta questa vicenda e capire se ci sono altri livelli». Lo ha affermato il giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, raggiunto telefonicamente da «Agorà Estate», la trasmissione in onda su Rai 3. «Da quello che ho capito - prosegue - c'è chi ha organizzato, chi è stato complice, chi ha fornito assistenza legale, chi ha provato a distruggere le sim. Vedremo cosa accadrà ancora».










