Un nuovo confronto per vedere di sbrogliare la matassa della vertenza Natuzzi. Obiettivo riuscire a firmare un protocollo di intesa, come punto di partenza per cercare di comporre almeno per ora la crisi produttiva. Le parti sono rimaste in silenzio in queste immediate ore precedenti l’ennesimo incontro al Mimit previsto per oggi.

Quasi come in uno scontro western si cerca di far mente locale sulle strategie da sfoderare: sindacati, azienda, istituzioni, ognuno da se, con la posta in gioco che è alta e complessa. In ballo ci sono quasi 1800 dipendenti diretti, senza dimenticare tutto l’indotto di quel sogno murgiano che in questi anni si è concretizzato in morbide sedute di divani e poltrone e che ora si è trasformato in un percorso su pietre appuntite.

Oggi al ministero lo scontro sarà sicuramente acceso. Da una parte la Natuzzi che venerdì 26 giugno comunica unilateralmente lo spostamento di 668 lavoratori come effetto della chiusura definitiva dello stabilimento di Santeramo (Jesce 2) e la sospensione delle attività produttive ai siti di Altamura Graviscella/Ps. Personale che dal 3 luglio dovrebbe essere inserito nelle linee produttive degli stabilimenti ancora attivi di Matera (Jesce 1) e Laterza.