Riflettori sul tavolo al Mimit, per cercare una soluzione alla vertenza Natuzzi. In attesa dell’appuntamento romano, emergono dettagli su cui tutti i protagonisti del confronto si stanno interrogando dopo la riunione della tra azienda e organizzazioni sindacali nella task force regionale Occupazione (Sepac).

Nell’ultima riunione, il 4 giugno, presieduta da Leo Caroli, non è stato ancora possibile raggiungere un’intesa, a causa della conferma da parte di Natuzzi del trasferimento del 15% delle attività oggi svolte tra Puglia e Basilicata negli stabilimenti del gruppo in Romania, condizione ritenuta pregiudizialmente inaccettabile dalle organizzazioni sindacali. Gli elementi positivi? Il primo riguarda l’impegno aziendale di convocare d’urgenza, comunque prima del tavolo Mimit, le rappresentanze sindacali aziendali, per l’esclusiva discussione dei calendari dell’ammortizzatore sociale, lasciando fuori i temi divisivi del reshoring e della riorganizzazione degli stabilimenti da trattare, più propriamente, nella imminente riunione col ministro Urso, riguardante il più complessivo progetto industriale della Natuzzi ed il possibile ruolo pubblico a supporto dello stesso.

Di fatto potrebbe essere una possibilità di approfondimento e di confronto per un accordo sulla Cigs. Il secondo elemento riguarda le politiche di incentivazione all’esodo: pur manifestando il sindacato forti perplessità sul successo della misura, è stato varato un primo piano sperimentale di esodo per il quale Natuzzi ha messo a disposizione 6 milioni di euro, destinati a un’indennità massima di 50mila euro a favore dei dipendenti che, su base esclusivamente volontaria, sceglieranno di aderire. La Regione non abbandonerà questi lavoratori in uscita ma li farà accedere a specifici percorsi formativi di 400 ore con un’indennità di frequenza pari a 6 euro l’ora. Anche il Sepac terrà i riflettori accesi monitorando l’andamento delle adesioni, l’efficacia della misura e l’eventuale necessità di introdurre correttivi sostenibili, funzionali anche a ridurre la platea complessiva dei lavoratori in organico, in un contesto segnato da una evidente sovracapacità produttiva. Il terzo elemento è l’accordo raggiunto con un’importante realtà pugliese del settore gomma-plastica per la cessione dello stabilimento dismesso di Ginosa: in questo percorso saranno assunti 40 lavoratori dell’organico Natuzzi.