Natuzzi, fumata nera dopo 10 ore di trattativa al Mimit: nessun accordo. Sindacati contrari a chiusure e trasferimenti all’estero. L’azienda conferma il piano di risanamento.

Dieci ore di trattativa estenuante e senza pause per provare a trovare un’intesa su un protocollo proposto dal Ministero per il made in Italy e su cui l’azienda Natuzzi e i sindacati dovevano trovare una convergenza. Dieci ore che lasciavano ben sperare per una conclusione che almeno avesse creato un presupposto comune su cui andare avanti e invece alla fine gli elementi su cui il tavolo si è rotto sono stati quelli già conosciuti: la chiusura degli stabilimenti e il trasferimento delle produzioni all’estero. Per i sindacati argomenti non trattabili, non rinviabili. Perchè non poteva essere parte di una fase transattiva e perchè rientravano nell’ambito delle intese prese al Ministero del Lavoro sull’aumento della percentuale di Cigs.

NATUZZI, RIUNIONE FIUME AL MIMIT SENZA ESITO

Alla fine malgrado i tentativi la fumata è stata nerissima ed ha fine evidentemente per aggravare ulteriormente le posizioni e sottolineare le distanze che paiono sempre più incolmabili perchè su alcuni punti le posizioni sono ferme e non modificabili. L’esito finale sono le due note dell’azienda e delle organizzazioni sindacali che esprimono, pur da punti di vista diversi il rammarico per l’esito di un confronto che però senza un’apertura su stabilimenti e delocalizzazione aveva ben poche speranze di trovare un punto di caduta positivo.