Incentivi alla mobilità all’interno delle Asl e contratti a tempo indeterminato: sono le basi del piano con cui la Regione proverà a far fronte all’addio ai medici a gettone che in Sardegna, negli ultimi due anni e mezzo, hanno da un lato tamponato le falle dei pronto soccorso e dall’altro inciso pesantemente sulle casse pubbliche. Con 328,95 milioni di euro spesi per la fornitura di personale sanitario tra 2024 e 2025 (il dato è dell’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione), la Sardegna è prima in Italia con ampio distacco: seconda la Lombardia con 207,39 milioni, terzo il Piemonte con 156,78.
A fornire i gettonisti, fino allo scorso febbraio, erano il Mst group e la cooperativa Amaltea. Poi è rimasto solo il primo: «Circa 100 medici, per un totale di 1.000 turni/mese», precisa il dottor Matteo Zanella, fondatore e amministratore della società vicentina. La convenzione con la Regione scade oggi: da mezzanotte e un minuto comincia una fase nuova, piena di incertezze. Cosa succederà domani nei pronto soccorso di Tempio, Olbia, La Maddalena, Sorgono, Bosa, Ghilarza, Oristano, maggiormente dipendenti dai medici a gettoni? E a Nuoro, San Gavino, Iglesias, Carbonia, Muravera e Isili?
Il quadro è allarmante.








