BOLZANO. La normativa sul suicidio assistito non verrà portata avanti nell'ambito della legge omnibus, ma verrà elaborata in una legge apposita. Lo sottolinea l'assessore provinciale alla Prevenzione sanitaria e Salute Hubert Messner. La decisione riguarda esclusivamente il quadro normativo. Gli obiettivi di contenuto rimangono immutati. Messner chiarisce al contempo un punto fondamentale: il disegno di legge non introduce un nuovo diritto al suicidio assistito con farmaci.

La sentenza della Corte costituzionale prevede, a condizioni chiaramente definite, la non punibilità dell'aiuto al suicidio assistito con farmaci e affida al legislatore il compito di disciplinare le disposizioni organizzative e procedurali necessarie a tal fine. Il disegno di legge rispondeva proprio a questo mandato. Il punto di partenza delle riflessioni rimane quindi la creazione di un quadro giuridico chiaro per il personale sanitario in un contesto già definito dalla Corte costituzionale.

L'obiettivo è quello di fornire orientamento e certezza giuridica alle operatrici ed agli operatori sanitari, garantendo al contempo la tutela delle pazienti e dei pazienti e i più elevati standard medici, etici e giuridici. "Non si è mai trattato di introdurre l'eutanasia. Il nostro intento era ed è quello di creare un quadro normativo chiaro per coloro che assumono responsabilità in un ambito giuridicamente delicato. Anche una diversa classificazione tecnica della legge non cambia nulla al riguardo", sottolinea l'assessore Messner.