BOLZANO. Marco Galateo, vicepresidente della Provincia di Bolzano, accoglie con favore la decisione di non affrontare il tema del suicidio assistito all'interno della legge Omnibus, dopo il passo indietro della Svp. Tornando sul dibattito che si è svolto in Consiglio regionale, Galateo ribadisce la necessità di affrontare una materia così delicata con tempi adeguati e attraverso un confronto approfondito. "Avevo chiesto di prenderci più tempo per riflettere, ascoltando nelle commissioni gli esperti prima di assumere decisioni destinate a incidere sul valore stesso della vita umana", afferma. Secondo il vicepresidente, una questione di tale portata non può essere affrontata senza un percorso condiviso e senza un'adeguata valutazione degli aspetti giuridici, sanitari ed etici.

Per Galateo, inoltre, il suicidio assistito non può essere regolato con norme differenti da Regione a Regione. "Quello che dovrebbe metterci tutti d'accordo è che non possono esistere criteri di accesso, modalità e tempi diversi sul territorio nazionale. Il rischio concreto è quello di creare un vero e proprio turismo della morte", sostiene. Da qui la richiesta di una disciplina uniforme, che eviti disparità tra cittadini e affronti il tema in modo organico. Il vicepresidente sottolinea come il dibattito non possa limitarsi agli aspetti procedurali, ma debba considerare le conseguenze sociali e culturali di eventuali scelte legislative.