Troppa incertezza, poca trasparenza: il futuro dei lavoratori di Giochi Preziosi è ancora avvolto nel mistero e per questo i sindacati hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione, pretendendo dall’azienda un quadro chiaro sul futuro che attende i 320 dipendenti complessivi del gruppo.
Domenica ha chiuso anche il punto vendita di Milano, i cui dipendenti sono stati avvisati della decisione soltanto sei giorni prima, ora si teme per il negozio di Monza e per tutti gli altri che sono ancora aperti.
"Vogliamo numeri certi e un piano chiaro con le intenzioni dell’azienda per superare la situazione di crisi", dice Simone Striato, della Filcams Cgil.
"I rapporti sindacali sono costanti ma sostanzialmente sterili, non ci danno mai le informazioni importanti, le veniamo a sapere dopo dai giornali".
Il riferimento è alla cessione di quote alla Superhisen, colosso cinese del mondo dei giocattoli. "L’azienda ce lo ha confermato solo dopo averglielo chiesto, dopo che la notizia veniva riportata da diversi siti finanziari – prosegue Simone Striato –. Per questo motivo vogliamo dare un segnale, anche in vista dell’incontro al ministero del prossimo 9 luglio. Per quella data ci auguriamo che l’azienda sia in grado di fornire a noi e soprattutto al ministero, che ci sta mettendo i soldi per la cassa integrazione, un quadro chiaro e completo su quanto sta succedendo".







