HomeFerraraCronaca"Centro islamico? Ne eravamo informati"Il vicesindaco Salatiello replica alle accuse di Guaraldi: "Tutto è a norma, non ritenevamo necessario fornire chissà quali spiegazioni"Il capannone l’ha comperato l’associazione Minhaj-ul-QuranRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Ne eravamo a conoscenza", è la risposta del vicesindaco Vito Salatiello al consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Guaraldi a proposito dell’apertura del nuovo centro islamico di via Don Minzoni, che pone domande e chiede, vista l’assenza all’inaugurazione, se l’amministrazione fosse a conoscenza della nascita di questo luogo, perché non sia stato informato il consiglio comunale, quanti siano a Cento i centri culturali islamici e in merito alla previsione di nascita anche di una moschea. "Si tratta della stessa cosa che c’è già anche in via Tommaseo – è la risposta di Salatiello – soltanto che le due comunità hanno anche due lingue diverse: una è araba e l’altra è urdu. Hanno messo in piedi due centri. La cosa non ha suscitato né preoccupazione, né il pensiero di dover informare tutti".
E spiega. "Era un ex capannone di un gommista, l’ha comperato la loro associazione Minhaj-ul-Quran che fa capo al presidente Haji Ghulam Rasool e a Tahir Mahmood. L’hanno ristrutturato, con regolare pratica edilizia, versato gli oneri ed è un centro culturale, quindi l’uso è compatibile con lo statuto dell’associazione". E a proposito dell’inaugurazione, dà una spiegazione diversa da quella indicata nel sito dell’associazione islamica.







