Mosca ribadisce le richieste territoriali e di neutralità dell’Ucraina per arrivare a una pace negoziata, ma allo stesso tempo Vladimir Putin (foto sotto) ammette che contatti sono in corso con Kiev per discutere di "nuove proposte". Chiusure nette e possibili ammorbidimenti si alternano dunque nel linguaggio del Cremlino, forse in vista di una possibile ripresa dei negoziati con la mediazione degli Usa, che la Russia continua ad auspicare, mentre soffre per le conseguenze dei raid ucraini sulle raffinerie. "Una volta terminata la fase più acuta della questione iraniana, attendiamo l’arrivo dei rappresentanti dell’amministrazione Usa che abbiamo già incontrato a Mosca", ha affermato Putin in un’intervista rilasciata alla televisione di Stato. Da settimane i rappresentanti del governo russo parlano dell’arrivo degli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner, ma una data precisa non è stata ancora indicata.
Il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha messo in guardia dall’attendersi aperture da parte russa, affermando che "non è cambiata" la posizione di Mosca, "ben nota al regime di Kiev e ai negoziatori americani". Ma accanto alle posizioni massimaliste, c’è l’ammissione dello stesso Putin che le discussioni continuano. E la Russia valuta le varie proposte. Un di queste sarebbe limitare le ostilità alle quattro regioni contese. Un’altra la cessazione degli attacchi in profondità da entrambe le parti.






