Come spesso accade da quattro anni a questa parte, Putin sceglie di usare bastone, carota e poi ancora bastone. Dopo il sì al tavolo diplomatico ha ribadito che le sue truppe avanzano sul campo di battaglia ogni giorno, aggiungendo che le proposte di pace del presidente statunitense potrebbero far cessare i combattimenti se Kyiv fosse disposta a scendere a compromessi

Nessuno sa se, dopo quattro anni di guerra, sia finalmente giunto il momento di chiuderla con un vertice tra Putin e Zelensky. Ma intanto è l’Ue a fare un passo deciso verso la strutturazione di un tavolo diplomatico che sia il più largo possibile. Bruxelles sostiene che la lettera aperta di Volodymyr Zelensky a Vladimir Putin è “un’altra dimostrazione dell’Ucraina d’interesse genuino per i negoziati” e “sosteniamo” la richiesta di Zelensky di un incontro. Due le strade percorribili, al momento: l’utilizzo dell’E3 al tavolo dei negoziati o l’appalto “diretto” al mediatore che andrà individuato. Mosca, come è noto, vorrebbe l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, uomo di punta in Gazprom, ma proprio per questa ragione lontano dall’essere super partes.

La lettera aperta

Nella lettera aperta indirizzata al leader del Cremlino, Zelensky aveva chiesto un incontro a Putin nelle stesse ore in cui lo zar si mostrava (per l’ennesima volta) favorevole a nuovi colloqui di pace con l’Ucraina e proponendo come mediatore l’ex cancelliere tedesco. Una mossa che va letta in relazione alla contingenza russa, fatta di soldati in affanno, scarsezza di risorse e mezzi, ma che è stata seguita dal consueto prologo “diplomatico”, con l’attacco a Washington da parte del ministro degli Esteri russo. Serghei Lavrov infatti si è lamentato del fatto che gli Usa non avrebbero rispettato i patti del vertice in Alaska con Donald Trump dello scorso agosto. In parallelo Mosca sarebbe disposta a sedersi al tavolo con l’Unione europea: “La Russia non rifiuta i contatti con la Ue. L’Unione Europea potrebbe aiutare a risolvere la crisi ucraina, ma questa assistenza dovrebbe rientrare negli accordi di Anchorage”, ha precisato lo zar, aggiungendo che Mosca “non è contraria all’adesione dell’Ucraina alla Ue, ma è contraria al fatto che la Ue diventi un blocco militare”.