Raffica di identificazioni al rave party dei prati di San Severo. Quale sarà il destino dei partecipanti provenienti da tutta Italia, ma anche dall’estero non è dato saperlo ma ora queste persone, che hanno ballato ininterrottamente per oltre 48 ore sui Monti Martani, rischiano la denuncia alla Procura della Repubblica di Spoleto per il reato di Invasione di terreni o edifici con pericolo per la salute pubblica o l’incolumità pubblica, introdotto all’inizio del Governo Meloni per porre fine proprio al fenomeno dei rave abusivi. Ebbene, in barba alle nuove disposizioni di legge oltre 1500 persone (questo è il dato certificato dalla Questura di Perugia) già da sabato sera si sono ritrovane ancora una volta sui Monti Martani dove già in passato sono stati organizzati eventi simili. Camper, auto, moto, hanno invaso i prati di San Severo e la festa è proseguita anche per l’intera giornata di ieri. In serata, visto anche l’arrivo del maltempo, i partecipanti sono iniziati a defluire, ma lungo la strada sia in direzione Spoleto sia in direzione Massa Martana hanno trovato i posti di blocco di Polizai e Carabinieri ed è scattata l’identificazione. A dire la verità le operazioni di identificazione erano già iniziate da domenica, ma le forze dell’ordine anche per garantire l’ordine pubblico non sono intervenute per fermare la musica. Sul posto comunque oltre ad un massiccio schieramento di carabinieri, poliziotti e finanzieri per qualunque evenienza sono presenti anche l’ambulanza ed i vigili del fuoco. In linea di massima la festa dovrebbe terminare definitivamente nella giornata odierna. Si presume che la voce per l’organizzazione del rave sia circolata o sul canale telegram o attraverso o whatsapp. Non sarà semplice individuare i presunti organizzatori del rave, per cui secondo la normativa oltre alla reclusione sarebbero previste anche salate ammende.
Il post Rave Party. Raffica di identificazioni. Caccia agli organizzatori
Oltre 1500 persone sui Monti Martani, provvedimenti in arrivo






