Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiClassi differenziali da bocciare. «Riportano la scuola a un passato drammatico», dice Loredana Perla, pedagogista, direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia dell’Università di Bari, presidente della Commissione di studio incaricata dal ministro dell’istruzione, Giuseppe Valditara, di rivedere i programmi scolastici, le Indicazioni nazionali, del primo e secondo ciclo.

Domanda. Lei è reduce dal lavoro di riforma delle Indicazioni nazionali per i Licei. Uno dei temi nuovi che emerge è quello del merito. Che vuol dire merito nella nuova scuola?

Risposta. L’idea di merito, così come è concettualizzata dal riformismo di Valditara e declinata nelle nuove Indicazioni del primo e del secondo ciclo di istruzione, più che coincidere col risultato di eccellenza è il punto di incontro fra talento dello studente, impegno dedicato allo studio e qualità dell’esperienza formativa offerta dalla scuola. Ogni studente porta in dote un talento e i talenti sono diversi perché ogni studente è persona unica e irripetibile. La scuola crea le condizioni affinché quei talenti si moltiplichino, evitando qualsiasi omologazione. Riconoscere il merito è premiare l’impegno e la costanza dello studente a saper e voler coltivare il proprio talento.