<p>Il giapponese Taro Horiuchi imposta lo show di Kolor come una riflessione sulla diveristà (nella foto, un look). «Gli alieni non vengono da luoghi distanti, ma sono intorno a noi e forse anche dentro le nostre personalità».
Il set accoglie gli ospiti con luci verdi e una canzone di Cole Porter cantata in loop, finché non attacca la musica composta per l'occasione dal progetto taiwanese Mong tong, un soundtrack da film di fantascienza degli anni 60 riletto in chiave moderna.
Si parte con i primi look, formali, maschili e femminili, per arrivare a variazioni sportive, con reimpieghi di canotte al posto delle gonne o layering di completi a righe dall'effetto oversize.
Alcuni modelli e modelle escono con lenti a contatto che trasformano gli occhi in una grande pupilla nera. </p><p>Giudizio.
Per questa stagione, Horiuchi ha lavorato con l'artista Klaus Schmidt per i pattern tessili e con il pittore Yang Bo per le grafiche. «Forse siamo tutti alieni per qualcuno», commenta il designer. «E forse è proprio questo che ci unisce».







