Il Mezzogiorno recupera terreno anche nella digitalizzazione dei Comuni. Il Pnrr ha acceso il motore e ha consentito di recuperare una parte importante del ritardo. Non è ancora la fine dei divari, ma il segnale è netto: i capoluoghi del Sud e delle Isole stanno scalando le classifiche della maturità digitale, migliorano i servizi online per cittadini e imprese e si avvicinano sempre di più agli standard del resto del Paese. La fotografia arriva dall’ottava edizione dell’indagine sulla maturità digitale dei Comuni capoluogo, realizzata da FPA in esclusiva per Deda Next, attraverso l’indice Ca.Re., il modello che misura il “Cambiamento realizzato” dalle amministrazioni locali.

Traffici container, il dominio di Msc sull’asse tirrenico Napoli-Gioia TauroL’indice prende in esame 110 città capoluogo e valuta tre grandi aree della trasformazione digitale: la disponibilità dei servizi pubblici online, l’integrazione con le piattaforme nazionali come Spid, Cie, pagoPA, app IO e Send, e la capacità dei Comuni di lavorare sui dati, dagli open data all’interoperabilità attraverso la Piattaforma Digitale Nazionale Dati. In altre parole: quanto è facile per un cittadino chiedere un permesso, pagare una multa, iscrivere un figlio alla mensa scolastica, accedere con l’identità digitale, ricevere notifiche, dialogare con l’amministrazione senza dover fare file agli sportelli. IL CAMBIAMENTO La novità più rilevante del rapporto riguarda proprio il Sud. Nel 2024 i capoluoghi meridionali nella fascia più alta dell’indice erano appena tre. Nel 2026 sono diventati diciassette. Altri quattordici si collocano nella fascia medio-alta e nessun Comune del Mezzogiorno resta nella fascia più bassa. È un cambiamento che racconta l’effetto degli investimenti del Pnrr, fondi e progetti che hanno spinto gli enti locali a rifare i portali, rendere disponibili più procedure online, collegare i propri sistemi alle piattaforme nazionali e avviare un lavoro più strutturato sui dati. Il salto più evidente riguarda i servizi pubblici digitali. Qui il Mezzogiorno passa da un punteggio medio di 65 nel 2024 a 84,8 nel 2026, riducendo sensibilmente la distanza con il Nord e con il Centro. Su quaranta capoluoghi del Sud e delle Isole, trentotto sono ormai nella fascia “buona”. Significa che la digitalizzazione di base, quella che incide nella vita quotidiana dei cittadini, non è più una promessa: dal pagamento delle contravvenzioni alle pratiche per lo Sportello unico delle attività produttive, dallo Sportello unico per l’edilizia all’iscrizione alla mensa scolastica, fino alle richieste di accesso agli atti o di occupazione del suolo pubblico, il Sud ha fatto un balzo in avanti. La Campania si inserisce in questo quadro come una delle regioni più virtuose. Napoli e Caserta sono nella fascia più alta della maturità digitale. Benevento e Salerno si collocano in quella medio-alta. Avellino resta invece nella fascia medio-bassa. Nessun capoluogo campano, però, è nella fascia bassa. Napoli rappresenta il caso più importante. Il capoluogo regionale entra nel gruppo delle città con un livello “buono” di maturità digitale. Per una grande amministrazione metropolitana, spesso più complessa da innovare rispetto ai Comuni di minori dimensioni, è un risultato significativo. Vuol dire che la città ha consolidato una base digitale riconoscibile: servizi online, accessi tramite identità digitale, pagamenti elettronici, canali di relazione con i cittadini e primi strumenti per la gestione dei dati. Accanto a Napoli, spicca Caserta. Il capoluogo di Terra di Lavoro si colloca anch’esso nella fascia “buona” e diventa una delle sorprese positive della Campania digitale. Il dato è rilevante perché dimostra che l’innovazione non riguarda soltanto le grandi città o i capoluoghi regionali, ma può diventare una leva di modernizzazione anche per centri medi, dove la qualità dei servizi comunali incide direttamente sul rapporto quotidiano fra cittadini, imprese e amministrazione. Più sfumata la situazione di Benevento e Salerno, entrambe nella fascia medio-alta. LA NUOVA FRONTIERA Il rapporto, però, avverte anche che la partita non è finita. Dopo la stagione dei portali e dei servizi online, la nuova frontiera sarà quella dei dati. «I risultati certificano un traguardo storico: la digitalizzazione di base dei Comuni italiani è sostanzialmente compiuta - sottolinea Fabio Meloni, Ceo di Deda Next - Ora si apre una stagione nuova, più complessa e più decisiva. La vera partita si gioca sull’interoperabilità delle piattaforme».