Scade oggi la deadline fissata al governo sudafricano da «March and March», organizzazione civica dai marcati tratti xenofobi. Entro oggi, secondo l’organizzazione, tutti i migranti irregolari dovrebbero lasciare il paese. March and March è stata protagonista negli ultimi mesi di campagne di intimidazione che hanno alimentato violenze contro migranti africani in diverse aree del paese. Non è chiaro cosa succederà poi, sebbene si riscontrino già ulteriori manifestazioni. Si teme una nuova escalation: aggressioni e ulteriori minacce ai danni delle comunità migranti.

March and March è nata nel marzo 2025 ed è guidata da Jacinta Ngobese-Zuma, ex giornalista radiofonica. Radicata soprattutto in KwaZulu-Natal, con epicentro a Durban, il movimento sembra essere appoggiato, a detta di diversi osservatori, da sponde politiche come il MK Party dell’ex presidente Jacob Zuma, ActionSA e l’Inkatha Freedom Party (zulu conversatore). Uno degli slogan è «Put South Africans First». L’obiettivo dichiarato è l’espulsione di tutti i migranti irregolari. «Il Sudafrica è sotto invasione»; «L’ubuntu è sospeso fino a nuovo avviso». ha dichiarato Ngobese-Zuma.

LA XENOFOBIA contro i migranti africani, provenienti tanto dai paesi limitrofi quanto da altre aree del continente, rappresenta il vero tallone d’Achille del Sudafrica. Un sentimento che si scontra in modo contraddittorio con i valori fondativi e l’identità stessa della rainbow nation post-apartheid. Tra i pilastri ideologici del paese, infatti, vi è il panafricanismo, principio ancora oggi costantemente richiamato, perlomeno al livello retorico, nel discorso ufficiale.