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Negli scorsi giorni migliaia di persone immigrate se ne sono andate dal Sudafrica prima che scadesse, martedì 30 giugno, l’ultimatum dato loro dai gruppi xenofobi che negli ultimi mesi hanno organizzato proteste violente contro l’immigrazione.
Per martedì i gruppi xenofobi hanno convocato manifestazioni contro gli stranieri, sostenendo che saranno pacifiche. Le precedenti non lo sono state e anzi hanno creato il clima di paura che ha convinto molti a tornare nei rispettivi paesi d’origine, nonostante avessero un permesso di soggiorno e in alcuni casi vivessero in Sudafrica da anni, se non decenni.
L’ultimatum non ha nessuna base legale ed è un’iniziativa dei gruppi xenofobi. Il principale si chiama March and March e sostiene di essere apolitico, ma ha legami con il movimento dell’ex presidente Jacob Zuma, populista di sinistra ma con posizioni nazionaliste sull’immigrazione.
I gruppi attribuiscono tutti i problemi economici agli immigrati: si stima che in Sudafrica ci siano circa 3 milioni di stranieri residenti regolarmente (pari al 5 per cento della popolazione), arrivati soprattutto da altri paesi africani vicini ma più poveri. A questi se ne aggiungono molti altri senza documenti.












