Pavia Da circa una settimana, una famiglia egiziana con tre bambini piccoli è bloccata nel limbo della burocrazia dell’accoglienza: nel frattempo, in assenza di un centro che possa ospitarli, le associazioni del territorio si stanno impegnando affinché queste persone non scivolino in strada. La denuncia arriva dall’associazione Karamà, realtà di Pavia attiva nell’assistenza alle persone migranti: «Si tratta di una famiglia egiziana con 3 bambini di 10 mesi, 22 mesi e 6 anni. Arrivati a Pavia hanno subito espresso la volontà di chiedere asilo, cosa che dà diritto a entrare in un centro di accoglienza. Ma finora è stata rifiutata perché, a quanto detto dalle autorità, sono arrivati in aereo» spiega Andrea Alberizzi, presidente dell’associazione. «Nel frattempo queste persone non sanno dove andare». Ieri, i volontari di Karamà hanno provato a rivolgersi ai servizi sociali di Pavia e all’assessore di riferimento, Francesco Brendolise, senza però riuscire a trovare una soluzione per sbloccare lo stallo. «Dopo ore al telefono e facendo porta a porta davanti ad ogni servizio la famiglia si trova ancora senza un tetto e supportata ancora dalle realtà dal basso. E il sistema resta senza una procedura chiara da attivare in situazioni di emergenza» riferisce l’associazione. Alberizzi racconta che il nucleo è arrivato in provincia il 10 giugno e che, durante una parentesi durata fino a una settimana fa, le cinque persone hanno trovato ospitalità temporanea presso dei lontani conoscenti individuati dal Comune di Sannazzaro. Ma il periodo di ospitalità è finito e, secondo Karamà, il rischio concreto per la famiglia è quello di non avere un posto dove andare. «Da quanto ci ha spiegato la famiglia, si sono rivolti in questura per formulare richiesta d’asilo, ma sono stati rinviati alla prefettura. In prefettura, però, non sono stati ricevuti né hanno ricevuto risposta attraverso le email» aggiunge Alberizzi. È qui che, secondo l’associazione, si sarebbero aperte le porte del limbo: «Il Comune di Sannazzaro, dove avevano trovato un alloggio temporaneo presso dei conoscenti nei primi giorni in Italia, ha risposto che se ne sarebbero dovuti occupare i servizi sociali di Pavia, i servizi sociali di Pavia a loro volta hanno detto che se ne sarebbero dovuti occupare i servizi sociali di Sannazzaro. Non avendo ricevuto una soluzione da nessun ente, l’associazione ha fornito a loro supporto con cibo e materiale di prima necessità per passare il weekend a Sannazzaro». Adesso, stando a quanto raccontato da Karamà, la situazione non si è ancora sbloccata e questa sera (29 giugno) passeranno la notte presso i locali di un’associazione del territorio: «domani mattina (martedì 30 giugno) saremo di nuovo in questura con la famiglia per cercare di attivare le pratiche per la richiesta di asilo», conclude Alberizzi. (notizia in aggiornamento)