Viareggio (Lucca), 29 giugno 2026 – “Uno scenario apocalittico”: la strada “era completamente in fiamme perché c'erano macchine che bruciavano, appartamenti, case che bruciavano”. Questo il ricordo del disastro alla stazione di Viareggio del 29 giugno 2009 del capo reparto dei vigili del fuoco Marco Aurelio Filippi, 17 anni fa tra i primi a intervenire. A diffonderlo su Instagram il Corpo nazionale dei vigili del fuoco il cui pensiero “oggi va alle vittime di quella strage”: 32 le persone che morirono.
“La notte diventò giorno”
“C'è stata un’esplosione, è diventato giorno, praticamente. Quando siamo arrivati ci siamo resi subito conto della situazione che era piuttosto tragica – così ricorda ancora Filippi i primi interventi di soccorso, due le squadre inizialmente sul posto – Abbiamo visto il treno, chiaramente, quella cisterna rovesciata che stava prendendo fuoco e la paura era che le altre cisterne, che erano diverse, poi scoppiassero”.
Il giorno del ricordo
La messa nella cappella del cimitero della Misericordia al Marco Polo ha aperto, come da tradizione, la giornata di commemorazione. L'arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti è partito per Lourdes e quindi la messa è stata guidata da don Luigi Pellegrini, insieme a don Marcello Brunini, don Claudio Benedetti e don Raffaello Piagentini, zio di Marco Piagentini che nel disastro rimase gravemente ustionato ma riuscì a salvarsi insieme al figlio Leonardo, mentre invece la moglie Stefania e gli altri due figli, Luca e Lorenzo, persero la vita.












