Mancano poco più di 24 ore al termine ultimo per rispettare i parametri imposti dal Financial Fair Play ed evitare sanzioni. Ma si può già dire con moderata certezza che, alla fine, la Roma non li rispetterà. Quello dei giallorossi è il caso probabilmente più grave tra i club italiani (rischia qualcosa anche la Juventus, dovrebbero essere al sicuro Milan e Inter, non è interessato il Como che dall’anno prossimo invece verrà monitorato con grande attenzione), con i bilanci in rosso per quanto comunque entro limiti tollerabili a questi livelli. Ma il passivo c’è, il Financial Fair Play ha delle sue regole e in caso di violazioni, arrivano le sanzioni.

La regola in breve

Molto brevemente, le sanzioni possono passare da una multa pecuniaria a decisioni decisamente più drastiche come le limitazioni delle rose nelle liste Uefa (tradotto: non si possono inserire giocatori nuovi in lista, era capitato all’Inter e proprio alla Roma nel 2022) fino addirittura a un’esclusione dalle competizioni Uefa. Una misura molto pesante, questa, che il Milan nel 2019 decise di evitare autoescludendosi per sua scelta e patteggiando una soluzione alternativa (andò il Torino al suo posto), ma che invece calò come una scure sul Panathinaikos per 2 anni nel 2018 o al Galatasaray e al Rubin Kazan – tra i club più famosi – negli anni precedenti. La decisione dipende dalla gravità dei casi e prevede delle pene a scalare: rispetto allo scostamento di bilancio, chiaramente, più il passivo è pesante e più il club è recidivo, peggiore è la sanzione. Ma cosa rischia la Roma?