Un’alleanza strategica senza precedenti ha unito 15 prestigiosi atenei italiani (tra cui Bocconi, Politecnico di Milano, Università di Torino, Sant’Anna di Pisa, Tor Vergata e l’Università Magna Græcia di Catanzaro) per la redazione del documento programmatico “Idee nuove per un SSN equo e sostenibile”. Sviluppato in contemporanea in nove aule universitarie, il testo si propone come una delle riforme più organiche del Servizio Sanitario Nazionale, rimettendo al centro il diritto pubblico alle cure e ripensando la governance oggi schiacciata da transizione demografica, cronicità e finanziamenti incoerenti con i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Il piano punta a un “ecosistema salute” multilivello fondato su prevenzione, continuità assistenziale, integrazione socio-sanitaria e uso predittivo dei dati. La presentazione nazionale si è articolata in interventi coordinati delle università, seguiti da tavole rotonde locali con gli stakeholder territoriali.
Il focus sulla realtà calabrese e le linee guida dell’Ateneo di Catanzaro
La proposta assume un valore dirompente per le regioni che hanno vissuto la complessa stagione dei piani di rientro. Il documento si riflette direttamente sulla realtà della Calabria, offrendo una linea guida strategica proprio mentre la Regione avvia il percorso di recupero della piena autonomia, dopo ben 17 anni di commissariamento, e in concomitanza con i primi parziali recuperi sulle liste d’attesa.A livello nazionale, la prof.ssa Marianna Mauro, responsabile del Centro di Ricerca in Health and Innovation (H@I) dell’Università Magna Græcia, si è confrontata con i rappresentanti delle altre sedi soffermandosi su un nuovo modello di gestione delle risorse umane. Questa proposta mira a sanare tre problemi strutturali della sanità calabrese: la carenza di professionisti, l’inefficiente distribuzione territoriale delle competenze e la cronica difficoltà di attrarre profili qualificati.










