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Esattamente come una coppia di «quasi» amici. Sorrisi e abbracci nelle occasioni pubbliche, perfino qualche smanceria davanti ai flash dei fotografi. Poi, quando i riflettori si spengono, riaffiora il confronto muscolare. Ciascuno osserva le difficoltà dell’altro come un’occasione da sfruttare. Una dinamica che una celebre locuzione latina riassume perfettamente: mors tua, vita mea.

Volendo, c’è anche un riferimento storico, quando Romano Prodi motteggiava: «Competition is competition», per spiegare la missione del suo asinello: sfruttare ogni passo falso dei Ds per rubargli voti. È ciò che sta accadendo con la campagna lanciata da Il Tempo sulla gestione del governo guidato da Giuseppe Conte durante gli anni della pandemia. Mentre l’ex presidente del Consiglio si trova sempre più sotto pressione, il Pd, da giorni, ha scelto il silenzio. Nessun attestato di solidarietà pubblica, neanche un riferimento alle tesi sostenute con spavalderia dal «quasi» amico di via di Campo Marzio.

Ex colleghi e ombre sui maxi appalti: tutto ciò che Giuseppi evita di chiarire