di

Sara Gandolfi

La donna e i figli si trovavano nella palazzina di otto piani che è in parte collassata dopo le scosse: «Lei era cosciente, ha mandato dei messaggi». I soccorritori italiani stanno cercando di raggiungerli dal lato a sinistra della palazzina crollata, gli ecuadoregni da quello che un tempo era l’ingresso principale, da destra ci provano gli olandesi con il loro cane

Dalla nostra inviataLA GUAIRA - «Fino all’ultimo, continueremo a scavare e a sperare che finisca bene», dice il vigile del fuoco venuto da Susa, in provincia di Torino, fino in Venezuela per cercare di salvare vite umane. È una corsa contro il tempo per tirare fuori vivi una donna di 34 anni e due dei suoi tre figli, intrappolati da oltre quattro giorni sotto le macerie di uno stabile crollato a Macuto, nello stato devastato di La Guaira. La terra, intanto, non smette di tremare: c'è stata una nuova scossa di magnitudo stimata 4.6.

«Ha risposto alle nostre sollecitazioni, battendo contro un tubo. Era cosciente e prima aveva anche scambiato qualche messaggio su Whatsapp con il fratello», ha spiegato ieri sera al Corriere Luca Cari, portavoce dei Vigili del fuoco.