Il team italiano dei vigili del fuoco è impegnato nelle operazioni di recupero di una donna di 30 anni e dei suoi tre figli, rimasti intrappolati sotto alle macerie di un edificio distrutto dal sisma del Venezuela. Avrebbe comunicato ai parenti di essere ancora viva su WhatsApp. Intanto, sale a 1.450 il numero delle vittime.
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Corso contro il tempo a Macuto, cittadina dello stato de La Guaira, in Venezuela, dove si scava ininterrottamente per salvare una donna e i suoi tre figli, due bambini di 10 e uno di 7 anni, intrappolati sotto alle macerie di un edificio distrutto dal violento terremoto di oltre magnitudo 7 verificatosi nel Paese sudamericano la scorsa settimana. Nelle operazioni è impegnato anche il team italiano di vigili del fuoco. Le immagini sono state diffuse dal dipartimento di Protezione civile sui profili social. I soccorritori italiani operano in collaborazione con i Bomberos dell'Ecuador.
A quanto pare la donna, sulla trentina, è ancora viva. La conferma è arrivata da una cugina: "Lei è entrata in contatto all'una di notte di oggi, (domenica), appena ha avuto il segnale telefonico, con un'altra cugina che vive a Maracaibo. Quando le ha scritto su WhatsApp, la Cugina stava registrando un video su tik tok durante la quale le ha detto che era viva, con i tre bambini, tutti vivi. E che lei è l'unica che è ferita". La giovane ha aggiunto che poi "alle due di pomeriggio, è riuscita a mandare un altro messaggio per ripetere che sono tutti ancora vivi grazie alla gloria di Dio. Ora abbiamo fede e speriamo che li possano tirare fuori. Sono vivi, c'è speranza. Si chiama Dillinger Gonzalez". Fiducioso il portavoce dei vigili del fuoco, Luca Cari: "Il fatto che risponda ai nostri segnali dopo tutte queste ore è sicuramente positivo – ha spiegato -. Questo ci fa pensare che la direzione che abbiamo preso sia quella giusta. Ora bisogna andare ancora più in profondità nel tentativo di raggiungere la posizione della donna".










