Istruzione 29 giugno 2026 La proposta del governo in esame alla Camera cambia il sistema di reclutamento di docenti e ricercatori, ma secondo molti lo fa in peggio ANSA Aggiornamento 8 luglio, ore 13 – Nella serata di martedì 7 luglio la Camera dei deputati ha approvato definitivamente la riforma per il reclutamento dei docenti e dei ricercatori.***
Venerdì 19 giugno è iniziata alla Camera la discussione del disegno di legge proposto dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, che punta a cambiare il metodo con cui le università italiane reclutano docenti e ricercatori. In particolare il testo, già approvato dal Senato a dicembre 2025, modifica la cosiddetta “legge Gelmini” che dal 2011, con alcune modifiche, regola il sistema di reclutamento del corpo accademico negli atenei italiani.
La riforma promossa dalla ministra Bernini è stata duramente criticata sia dalle opposizioni sia da diverse associazioni e sindacati universitari, secondo i quali il nuovo sistema di reclutamento non favorirebbe la meritocrazia dei concorsi, ma anzi agevolerebbe i favoritismi. Vediamo nel dettaglio cosa contiene il disegno di legge e perché sta facendo discutere. Come funziona il reclutamento universitario Oggi il sistema di reclutamento di docenti e ricercatori nelle università italiane è regolato dalla “legge Gelmini”, approvata a dicembre 2010 su iniziativa dell’allora ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini durante il quarto governo Berlusconi. La “legge Gelmini”, tra le altre cose, istituiva l’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN), un sistema nazionale di valutazione dei candidati tuttora in vigore.








