L'aula della Camera ha dato il definitivo via libera al disegno di legge sulle procedure di reclutamento, trasferimento e valutazione del personale ricercatore e docente universitario, già deliberato dal Senato lo scorso dicembre. Il provvedimento è stato approvato in serata con 122 sì, 70 contrari e tre astenuti.

In particolare, il disegno di legge - la cui proposta è frutto del Gruppo di lavoro istituito dal Mur con rappresentanti dell'università e della ricerca - supera l'attuale sistema di reclutamento, in vigore da 15 anni, basato sull'Abilitazione Scientifica Nazionale (Asn), il titolo finora necessario per poter partecipare ai concorsi per docente indetti dagli atenei.

La scelta di superare l'Asn, nelle intenzioni di chi ha dato vita al provvedimento, nasce dall'esigenza di aggiornare l'attuale sistema basato sull'Abilitazione Scientifica Nazionale: il sistema, basato su criteri spesso interpretati in modo disomogeneo e su un doppio livello di valutazione nazionale e locale, ha inoltre contribuito ad aumentare il contenzioso tra candidati e atenei (oltre 2.000 i casi in questi anni), senza riuscire a superare del tutto i fenomeni di localismo nei concorsi. L'Asn, infatti, equivaleva sostanzialmente a una sorta di patente di idoneità, mentre la chiamata effettiva restava demandata alla singola università tramite concorso locale gestito in completa autonomia (dal 2012 gli abilitati sono stati più di 71.000, mentre i chiamati poco meno di 40.000).