Una mappa invisibile che accomuna i viaggi più riusciti. È una trama fatta non solo di toponimi, ma di sensazioni che restano: perché una cena con vista su un panorama speciale, un gesto di accoglienza autentica o un profumo che si sprigiona dalle lenzuola in una camera d’albergo possono davvero contribuire a trasformare ogni trasferta in un’esperienza che lascia il segno.

L’arte di accogliere, dal Grand Tour al futuro

La logica del viaggio emozionale nasce dall’idea che un hotel o un ristorante debbano essere luoghi capaci di creare un ponte tra le persone e la bellezza autentica dei territori proprio come accadeva ai pellegrini del Grand Tour, che a fine Settecento scendevano dal Nord Europa nel Bel Paese alla ricerca di un’ispirazione estetica da vivere in prima persona, anche grazie a quell’accoglienza “sartoriale” (e tutta italiana) in cui l’empatia e l’attenzione al dettaglio erano e sono tuttora elementi distintivi.

È proprio da questa matrice che prende forma l’idea di ospitalità di iH Hotels Group, catena alberghiera fondata nel 2014 a Milano e specializzata in strutture a 3 e 4 stelle pensate per un’utenza business e leisure, che interpreta ogni soggiorno come un’occasione per costruire una collezione di ricordi da portare per sempre con sé.