L’estate italiana, per essere vissuta come tale, deve rispettare alcuni capisaldi precisi. Innanzitutto la lentezza, che significa rallentare, avere tempo per sé e regolarsi su un nuovo ritmo, più rilassante. La compagnia, di famigliari o amici, un tempo condiviso e da progettare, o godersi in serenità. Significa villeggiatura o viaggio, e quindi riposo o scoperta, scegliere un’unica destinazione, perno per un soggiorno di esplorazione nella zona circostante, oppure tappe da pianificare, tra arte, cucina, sport, musica, cultura, ovvero gli ingredienti fondamentali dell’esperienza, che si scelga il mare o la montagna, le città d’arte o un’isola. Bici, treno e auto sono i mezzi più adatti: conciliano lo stupore grazie a una velocità di crociera che permette le piccole soste o tappe intermedie, che sono lo spirito dei viaggi per la Penisola.

Uno di questi viaggi, progettato da Maserati su modello di un Grand Tour, inizia con la tappa di Torino: dal 22 al 25 maggio si scopre la capitale sabauda e si visita la mostra “Paul Gauguin, il diario di NOA NOA e altre avventure”, 160 pezzi che omaggiano l’artista, tra cui, oltre a due tele attribuite a Gaugin stesso, “Femme de Tahiti” e “Paysage Tahitien”, opere di Van Gogh e Millet. L’esibizione fin dal titolo riprende il libro scritto da Gauguin dopo il suo primo viaggio a Tahiti, tra descrizioni della vita sulle isole polinesiane, i miti e le credenze ancestrali che scandivano la quotidianità.