La cartolina della “dolce vita” che immortala le vacanze all'italiana non è più in bianco e nero, ma ricca di sfumature. Chi visita la Penisola (18 milioni di persone solo nel mese di agosto 2025, secondo le ultime stime di Federturismo) può ancora contare su di un immaginario radicato, fatto di bellezze naturali e culturali, ospitalità e diversificazione territoriale (croce e delizia) che ha pochi eguali.
Il turismo resta il tesoro del Paese: nel 2024 ha contribuito a circa il 10% del Pil nazionale, per un valore di oltre 225 miliardi di euro e una forza di lavoro composta da oltre 3 milioni di occupati (vale a dire, il 12% delle lavoratrici e dei lavoratori italiani).
Ma le sfide, certo, non mancano. In un mondo che cambia, anche il modello turistico italiano non è immutabile. L'indice di attrattività oscilla sempre più a seconda del contesto economico, sociale e ambientale. Il compromesso tra grandi numeri e qualità, autenticità e standardizzazione, unicità e frammentazione, non si può trovare senza il concerto di tutti gli attori in campo. Cittadini, amministratori locali e nazionali, associazione di categoria, lavoratori e addetti ai lavori: "Lo stato del turismo in Italia", l'evento di Repubblica che si terrà a Cavallino Treporti il 25 settembre, intende tener insieme queste voci per tracciare una traiettoria condivisa.






