A quattro giorni dal doppio terremoto il quadro complessivo della situazione è terribile. Nessuno ha perso le speranze di salvare i sopravvissuti e basta un gemito per fare concentrare scavi e ricerche, ma la vasta area del sisma è sempre più un immenso cimitero a cielo aperto. La cronaca di Gianfranco D’Anna
La vita e la morte si inseguono tra le macerie del devastante terremoto che ha sconvolto il Venezuela.
Decine di miracolosi salvataggi si alternano a centinaia di ritrovamenti di corpi senza vita. Dopo 86 ore da sepolta viva e 11 ore di scavi, una donna di 60 anni è stata estratta viva dalle macerie di un edificio crollato a Caraballeda, nello Stato di La Guaira.
Nella vicina cittadina di Macuto, dove i vigili del fuoco italiani hanno individuato una donna e due dei suoi tre figli all’interno di un edificio collassato per il sisma, si continua intanto a scavare senza sosta. Da oltre otto ore, anche quando in Venezuela è piena notte, i soccorritori, che stanno operando insieme con i team dell’Ecuador e dell’Olanda, stanno rimuovendo le macerie nel tentativo di raggiungere la donna che continua a rispondere ai segnali inviati dai vigili del fuoco attraverso il geofono. All’esterno sono presenti anche i familiari della donna, che è riuscita a mettere in moto le operazioni di salvataggio grazie a un messaggio WhatsApp inviato a una cugina. Ma la lotta per la vita dei superstiti continuerà tra la sala operatoria di fortuna e le barelle degli ospedali da campo dove saranno ricoverati.










