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Il 17 giugno sono stati annunciati i primi risultati incoraggianti sugli umani di un vaccino contro il fentanyl, la sostanza che negli Stati Uniti ha indotto così tante overdosi da renderle la prima causa di morte per le persone tra i 18 e i 44 anni. Lo sta sviluppando un’azienda biotecnologica finanziata dal dipartimento della Difesa statunitense che si chiama ARMR Sciences (in inglese armr si pronuncia come armor, “armatura”) ed è stata fondata nel 2023.
Nei ventiquattro volontari che hanno partecipato allo studio il vaccino ha stimolato la produzione di particolari anticorpi, cioè di proteine che il nostro organismo produce per difendersi dalle minacce esterne. Di solito combattono virus o batteri, mentre in questo caso sono specializzati contro il fentanyl e probabilmente saranno efficaci per sei o dodici mesi. La risposta immunitaria intercetterebbe le molecole della sostanza prima che provochino l’overdose e potrebbe ridurre gli effetti che portano in molti casi alla dipendenza.
Finora, secondo quanto dichiarato da ARMR, non ci sono stati effetti collaterali gravi ma solo mal di testa lievi e passeggeri. Se nelle fasi successive della sperimentazione il vaccino si confermasse sicuro ed efficace, potrebbe diventare il primo mai approvato contro una sostanza psicoattiva.






