Classe 1997, giornalista per professione, cacciatore di emozioni per passione. Specializzato nel settore sportivo, cerco di raccontare le storie di chi viene r…
L’universo è come un grande puzzle dove ogni costellazione rappresenta una tessera indispensabile. A prima vista ogni elemento può sembrare diverso dagli altri, ma è proprio questa diversità a rendere possibile l’armonia dell’insieme. Tutto ciò si riflette sulla Terra dove - nonostante i timori e le paure che frenano alcune persone - ogni piccolo frammento va a incastrarsi con l’altro e diventa necessario per far funzionare tutto il sistema alla perfezione. Ciascuno, con le proprie caratteristiche, contribuisce a dare forma all’insieme e acquista pieno significato solo in relazione agli altri. È da questo equilibrio, fondato sulla diversità e sulla collaborazione, che nasce un sistema capace di funzionare in armonia, andando oltre le divisioni e i conflitti. In un pianeta dove i conflitti stanno diventando all’ordine del giorno, la concordia diventa un tema fondamentale e sarà al centro anche dell’edizione 2026 di ATN - Art Together Now - il progetto culturale creato dalla Fondazione Adriano Bernareggi nato nel 2021 in collaborazione con il Comune di Bergamo destinato a coinvolgere i più giovani in un percorso artistico partecipato in vista della Festa Patronale di Sant’Alessandro il prossimo 26 agosto. Il tema delle celebrazioni sarà proprio la concordia, quella virtù che regola l’universo da sempre e proprio a causa dell’uomo rischia di essere messa in pericolo. Attraverso la concordia si può notare come tutto sia in realtà connesso e come la pluralità non sia un problema, ma piuttosto un valore aggiunto. Un concetto che l’artista bresciano Maurizio Donzelli ha voluto approfondire nella sua mostra intitolata «Atlante». «Ci siamo interrogati su come tradurre il valore della concordia in un’esperienza artistica contemporanea. L’opera di Donzelli offre un’interpretazione molto originale del tema della comunità: nelle sue opere convivono immagini, forme, colori, materiali e tecniche differenti che riescono a trovare armonia proprio attraverso le loro peculiarità. La sua ricerca racconta la molteplicità e la complessità della realtà, così come accade all’interno di una comunità - spiega Anna Bertulini, curatrice della mostra insieme a Giovanni Berera -. Per questo abbiamo scelto il titolo «Atlante». Non un atlante geografico tradizionale, ma un insieme di mappe fatte di relazioni, frammenti e prospettive diverse. L’atlante diventa quindi un esercizio dello sguardo, un invito a riconoscere nella varietà delle forme, dei segni e delle relazioni il principio generativo di una comunità. È anche un modo per osservare Bergamo attraverso le connessioni che uniscono luoghi, storie e persone».







