Gli Stati Uniti e l'Iran "si fermeranno per ora", ha dichiarato un funzionario dell'amministrazione Trump, dopo che entrambe le parti si sono scambiate colpi di arma da fuoco vicino allo Stretto di Hormuz. I colloqui tecnici con l'Iran rimangono "in corso", ha affermato il funzionario ai microfoni della Cnn. Questa la premessa per l'incontro concordato tra i due Paesi che dovrebbe tenersi martedì (30 giugno) a Doha, in Qatar. Intanto resta alta la tensione tra Tel Aviv ed Hezbollah: l'Idf ha annunciato di aver distrutto un tunnel sotterraneo lungo circa 200 metri utilizzato dall'organizzazione paramilitare libanese a Majdal Zoun, nel Libano meridionale. Secondo Israele, nel tunnel erano stoccate centinaia di armi e lanciatori. Hezbollah ha definito gli attacchi una "palese violazione" del cessate il fuoco, affermando di aver rispettato la tregua fino a questo momento ma di "riservarsi il diritto di difendere il Paese". Il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri ha dichiarato che l'accordo quadro siglato con Israele sotto l'egida degli Stati Uniti "non sarà adottato", ritenendo che non garantisca i diritti del suo Paese. Un consigliere della Guida Suprema iraniana ha poi avvertito il Bahrein che Teheran colpirebbe il Paese con maggiore forza se provocato.