Pavia Giugno rovente. La fine del mese lascia in eredità il record di caldo in città. Ieri a Pavia in pieno pomeriggio sono stati registrati 37,6 gradi, mezzo in più rispetto ai primati (identici) del 2019 e 2003. Non c'è mai stata una giornata di giugno così calda in città. In provincia ovviamente non è andata meglio, dato che alcune zone a sud-est esposte al caldo per motivi orografici hanno toccato livelli da capogiro. Se due giorni fa Spessa Po aveva registrato 39,7°, ieri ha segnato 3 decimi in meno. Durante questa decina di giorni di caldo torrido, il centro vicino al grande fiume è stato quasi sempre il più caldo di tutta la Lombardia. Fortunatamente il record di 38,7 gradi a Pavia datato agosto 2003 è ancora lontano, ma in generale non è una grande soddisfazione. Secondo il meteorologo di Paviameteo.it Tommaso Grieco, il caldo dovrebbe lentamente esaurire la propria spinta. «Oggi un lievissimo calo dei geopotenziali porterà ad una diminuzione di una manciata di decimi di grado, per cui in città potremmo passare da 37 gradi a 35-36 gradi. Non sarà nemmeno da escludere la formazione di qualche piccola ma tosta cella temporalesca, stante la grande energia accumulata e presente sulle pianure». Solo da domani potrebbe arrivare un primo, timido cambiamento. «Pare plausibile credere in un più importante cedimento della struttura anticiclonica, con conseguente ingresso di aria meno bollente dai quadranti nord-orientali. Le temperature massime tenderanno allora a perdere ulteriori gradi, attestandosi generalmente tra 33 e 36 gradi». Mercoledì pomeriggio un più franco ingresso nord-orientale potrebbe accendere la miccia dell'instabilità, con qualche temporale non escluso sia in pianura sui sui rilievi. Da giovedì tempo nuovamente stabile e soleggiato, ma con picchi di caldo non paragonabili a quelli di questi giorni: le massime dovrebbero difatti permanere tra 33-36 gradi. «In considerazione della traiettoria della massa d’aria in arrivo, non si prevedono importanti ed estesi temporali sul nord-ovest - sottolinea - mentre il nord-est e le regioni adriatiche potrebbero beneficiare di una maggiore rinfrescata, pagata però al caro prezzo di intense celle convettive, accompagnate da grandine e forti folate di vento». In poche parole si tornerà ad avere temperature più adeguate al periodo, conclude: «Direi che potremmo tirare un discreto sospiro di sollievo, poiché per i prossimi 10 giorni non dovremmo più subire un classico blocco ad omega dell’alta pressione sub-tropicale. Al contrario, nonostante termiche sempre elevate, sarà l'aria nord-orientale a dettar legge, con un po' del suo carico d'instabilità». Dopo un mese destinato a entrare negli archivi climatologici cittadini, resta ora da capire se l'inizio di luglio riuscirà davvero a interrompere una delle più intense ondate di calore mai registrate a giugno oppure se l'anticiclone africano tornerà rapidamente a rafforzarsi, prolungando una fase eccezionale per durata e intensità. l