Anche le Langhe provano a rispondere alla crisi globale del vino e al rischio di arrivare alla prossima vendemmia con un eccesso di produzione. I produttori aderenti al Consorzio di tutela del Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani hanno approvato una riduzione delle rese di due denominazioni più esposte al rischio: il Langhe Nebbiolo Doc e la Barbera d’Alba Doc. Per entrambi, è stata decisa a larghissima maggioranza una riduzione del 10% della resa, che per quest’anno scenderà a 90 quintali per ettaro, contro i 100 quintali previsti dal disciplinare, più 5% di supero. «Abbiamo ottenuto quasi l’unanimità, la compagine sociale si è espressa con una visione chiara – dice il presidente del Consorzio, Sergio Germano -. In questo scenario, attuare una riduzione del potenziale produttivo è una misura utile per tenere sotto controllo l’offerta, senza interventi drastici. Avrà effetti positivi non nell’immediato, ma è utile anche come segnale di responsabilità da parte di noi produttori. Inoltre, si inserisce in un programma più ampio di gestione della doc Langhe che abbiamo avviato in questi anni e che passa anche attraverso il controllo degli ettari vitati e un piano di promozione e rilancio». I numeri del settore Il Langhe Nebbiolo Doc negli ultimi anni è cresciuto notevolmente, fino a superare gli 11 milioni di bottiglie. Già l’anno scorso il Consorzio ha stabilito il blocco dei nuovi impianti, concedendo la possibilità di ristrutturazione dei vigneti esistenti per un massimo di 70 ettari all’anno. Nessuna riduzione di resa è stata adottata per il Nebbiolo da Barolo e Barbaresco, le due denominazioni di punta dell’Albese. «Non è stata avanzata alcuna richiesta – dice Germano -. Continueremo a monitorare il mercato, consapevoli delle difficoltà ma anche del potenziale e delle qualità uniche dei nostri vini». Secondo le rilevazioni dell’ente camerale cuneese, il prezzo del Barolo Docg annata 2022 sfuso oscilla tra i 6,4 e i 6,8 euro al litro, una delle quotazioni più basse degli ultimi anni. Tra i viticoltori non mancano le preoccupazioni sui prezzi che potranno avere le uve che verranno raccolte con la prossima vendemmia, soprattutto per quanto riguarda denominazioni come Dolcetto, Barbera e Arneis. "Periodo complicato, ma non drammatico” «Stiamo attraversando un periodo complicato, ma non drammatico: se leggiamo con attenzione i numeri, possiamo dire che il sistema Langhe sta dimostrando di saper reggere le difficoltà attuali» è l’analisi di Roberto Sarotto, produttore di Neviglie e membro del comitato di presidenza del Consorzio. «Per la tenuta del sistema economico, io mi auguro che ci sia un incremento dei prezzi dell’uva, ma non si può non tenere conto del prezzo del vino che attualmente viene venduto sul mercato. Credo che le scelte fatte dai soci del Consorzio siano equilibrate: si tratta di un passo utile verso la riduzione della quantità di vino che si potrà mettere in commercio, ma senza penalizzare troppo degli agricoltori». Per Pietro Viglino Oddero, «l’assemblea è stata un segnale di compattezza lanciato dai produttori di Langa, che si sono confrontati democraticamente e hanno votato in modo coeso, pur con qualche legittimo dissenso. Abbiamo inviato un messaggio al mercato sulle due denominazioni maggiormente in difficoltà e a mio parere avremmo potuto fare altrettanto anche con il Nebbiolo d’Alba. Inoltre, occorre accompagnare queste misure con un blocco reale dei nuovi impianti». E aggiunge: «A Montalcino hanno confermato anche quest’anno la riduzione delle rese da 80 a 70 quintali, escluso il primo ettaro, e credo che si potrebbe fare altrettanto con il Barolo e il Barbaresco».