MOGLIANO (TREVISO) - Venticinquenne moldavo preso a sprangate in testa da due stranieri in fuga. Il secondo episodio di violenza è avvenuto ieri, poco dopo la mezzanotte, in via Pia, ovvero la strada che dalla stazione porta in centro. Più precisamente, è avvenuto nelle vicinanze del parcheggio sul retro del condominio Girasole. Questa volta la vittima è un giovane di origini moldave, residente in città: dopo aver litigato in maniera molto accesa con due nordafricani, è stato accerchiato, picchiato e colpito in testa in mezzo alla strada. Dopo averlo colpito e lasciato a terra, i due responsabili si sono dileguati prima dell’arrivo del Suem e dei carabinieri della compagnia di Treviso. Il giovane, che poi ha denunciato il fatto raccontando i dettagli ai militari, ha riportato una ferita alla testa. Inizialmente si temeva avesse subito anche un trauma cranico e, per questo, è stato ricoverato e controllato al pronto soccorso in codice di media gravità. Il riscontro è stato di sette giorni di prognosi e una denuncia verso ignoti per lesioni aggravate dall’uso di armi contundenti.

I carabinieri si sono messi subito al lavoro per cercare i responsabili: hanno già, anche attraverso le testimonianze del ferito, forti sospetti sui due responsabili della precedente aggressione. Giovedì sera, infatti, due fratelli nordafricani di 20 e 26 anni, ubriachi, hanno seminato il caos tra la stazione, piazza Duca d’Aosta e via Zermanesa. Prima hanno aggredito un uomo seduto su una panchina vicino ai binari, poi hanno colpito alle spalle un aiuto cuoco bengalese di 23 anni appena uscito dal lavoro, mentre stava prendendo la bici. Un sessantatreenne intervenuto per difenderlo è stato spinto a terra e ferito alla testa. Il bilancio è stato di tre feriti e un quartiere indignato. I due, residenti in città, sono stati rintracciati poco dopo dai carabinieri e denunciati per lesioni gravi in concorso. Ora, dopo l’ennesima violenza, lo stesso quadro potrebbe ripetersi. E l’obiettivo delle autorità, con la spinta dell’amministrazione comunale, è quello di portare i due, irregolari sul suolo italiano, all’espulsione immediata per pericolosità sociale. La sensazione La scena del sessantatreenne colpito con una bottigliata in testa da uno dei due nordafricani resterà per sempre impressa a uno dei testimoni, un giovane residente in una via limitrofa che racconta l’esasperazione vissuta nel quartiere e rinnovata da quest’ultima rissa. «Questa notte (ndr, ieri) la mia famiglia ha sentito le urla dalla finestra. Era da un po’ che litigavano così. Sembrava un po’ una resa dei conti. Sono anche usciti a vedere, ma c’erano diversi soggetti coinvolti». Più tardi, altri vicini hanno visto e sentito le sirene dell’ambulanza e delle pattuglie dell’Arma. «Giovedì, invece, ho assistito di persona all’aggressione: una scena davvero pesante. Il più giovane tra i due soggetti ha sfidato il sessantenne, poi l’altro gli è arrivato alle spalle e gli ha scagliato una bottiglia in testa. Con quel colpo poteva morire, ne sono certo. Qui il problema è serio: noi siamo venuti qui per vivere in pace. Non possiamo avere paura di venire aggrediti quando usciamo di casa». «I carabinieri stanno lavorando senza sosta per riuscire a trovare i responsabili e assicurarli alla giustizia una volta per tutte - assicura il sindaco Davide Bortolato. - Dopo questo episodio vale ancora di più quanto avevo chiesto l’altro giorno dopo il primo caso di violenza: durante le Olimpiadi, il presidio fisso della Polfer aveva portato ottimi risultati e la situazione era tornata alla normalità. Qualora continuino situazioni di degrado, al di là dell’allontanamento necessario dei responsabili delle varie aggressioni, sarebbe opportuno prevedere un presidio costante nel quadrante della stazione». Nei prossimi giorni, Bortolato contatterà comunque la Prefettura per discutere della situazione. Nel frattempo, i carabinieri indagheranno sull’ennesimo caso cercando similitudini nel profilo degli aggressori: nel caso vengano accertate le loro responsabilità nei due episodi, i due nordafricani, di 20 e 26 anni, potrebbero venire espulsi. Ad aiutare, ancora una volta, potrebbero essere le immagini della videosorveglianza comunale, nonché i residenti che, nonostante lo spavento, rimangono attenti a ogni movimento, dalle finestre.