Ferrara, 28 giugno 2026 – Nicola Zecchin, 36 anni, due figli di 7 e nove anni, ha lo sguardo che scivola sul mare, quella tavola d’azzurro che acceca, riflette il bagliore come uno specchio. Un po’ di respiro, ma la cappa d’afa arriva anche lì. Dalla torretta vede tutto, le file di ombrelloni, i bambini che giocano, i ragazzi che fanno una puntatina al bar. E chi si allontana un po’ troppo dalla riva.
Vede tutto dal 2019 quando – sulla tavola, curvo sui remi del moscone – è diventato bagnino, poi istruttore di salvataggio. Sulle coste di Comacchio, Rosolina, Sottomarina a Chioggia. E d’inverno, sempre gli occhi aperti, lungo il bordo delle vasche, nelle terme a Abano e Montegrotto. E’ nella squadra della cooperativa Alto Adriatico (“Sono molto bravi”) e con quella divisa rossa tanti ne ha salvati.
Purtroppo, non sempre. “Ho portato tra le braccia a riva un bambino di sei anni, quel corpicino. Era sparito, lo abbiamo cercato per ore. Poi… ”. Nelle città il termometro che si impenna, 40 gradi. E non è un miraggio. Il mare, un rifugio tra ombrelloni, lettini, magari un po’ di vento. Vento caldo. Con la squadra della cooperativa Alto Adriatico
Una grande ondata di calore, avvertite i bagnanti?








