A Vittoria, nel boschetto urbano di via Rocco Chinnici, la scena all’alba è stata quella di un cittadino chinato a raccogliere rifiuti tra gli alberi. Sei sacchi colmi, frutto di un lavoro solitario che non basta a restituire dignità a un luogo ridotto in condizioni di abbandono, ma che vuole essere un segnale. A compiere quel gesto è stato l’ambientalista Andrea Di Priolo, volto noto dell’associazione Terre Pulite, che da anni porta avanti battaglie di civiltà e percorsi di educazione ambientale nelle scuole del territorio.

Proprio da una di quelle esperienze nasce la riflessione che accompagna il suo intervento. Di Priolo racconta di un bambino che, con assoluta spontaneità, gli disse: “Tanto mio papà li brucia di notte.” Una frase che, più di tante analisi, rivela il nodo culturale che sta alla base del problema: non sono solo i rifiuti a generare degrado, ma la mentalità che gli adulti trasmettono ai più giovani. Per questo, sottolinea, servono educazione, presenza sul territorio e soprattutto esempio. Metterci la faccia, dice, è fondamentale, soprattutto per chi ricopre ruoli pubblici o di rappresentanza. Un gesto concreto può educare molto più di cento parole.

Questa mattina Di Priolo ha lasciato un segnale, ma non è rimasto solo. Intorno alle otto ha inviato una foto a Giuseppe Santocono, che appena ha visto ciò che stava accadendo ha lasciato tutto ed è arrivato a dare una mano. Insieme hanno raccolto altri dieci sacchi di rifiuti, portando la bonifica del boschetto quasi a compimento. A Santocono va il ringraziamento dell’ambientalista, che sottolinea come il suo intervento dimostri che quando le parole diventano azioni il messaggio arriva molto più lontano.