Pochi giorni fa Gianluca Ranaldi di Plastic Free ha portato avanti insieme a un nutrito gruppo di volontari una “spedizione“ per l’ennesima pulizia del parco di Poggio. Il polmone verde della città nel giro di pochi giorni - vista anche la forte presenza di massetani in cerca di fresco - è stato messo a nuovo, con i volontaro che hanno raccolto i tanti chili di sporco lasciati dai frequentatori. "Passeggiando per vedere il lavoro svolto abbiamo ritrovato la solita bicicletta messa proprio nello stesso luogo dove l’avevamo raccolta - ha raccontato uno di loro, dispiaciuto per il tempo perso -. Incredibile".
Nonostante gli appelli di Gianluca Ranaldi per chiedere alle autorità un intervento decisivo contro chi non rispetta l’ambiente, i rifiuti sono tornati al loro posto. Nella pineta a ridosso del Porco di Poggio lungo il muro di cinta dello stadio, sono “cresciuti“, oltre a sacchetti della spazzatura, anche vecchi abiti non più utilizzati e gettati nel verde da ignoti.
Un altro angolo del parco preso di mira. Da qui la richiesta avanzata a più voci di posizionare delle telecamere. "Chi sporca deve pagare", è il motto che sta prendendo corpo fra i frequentatori dell’area che va dal Monumento ai Caduti fino alla ex Colonia e la lecceta, arrivando alla pineta. Il messaggio è chiaro e chiede, a chiare note, un’azione persecutoria verso gli autori di questi abbandoni.







