Mentre il mondo accelera verso l'elettrificazione, dalle automobili agli attrezzi da giardino, fino agli aerei, il tallone d'Achille rimane sempre lo stesso: le batterie. Tossiche, costose, e con la spiacevole tendenza, nel caso delle celle agli ioni di litio, a prendere fuoco. Una risposta potrebbe arrivare da una direzione inaspettata: il laboratorio di Marb, uno youtuber che ha trasformato un articolo di ricerca in un esperimento concreto, costruendo una batteria a flusso organica alimentata dal tè matcha. A differenza delle batterie tradizionali, che immagazzinano energia all'interno di celle sigillate, le batterie a flusso mantengono i principi attivi in forma liquida, conservati in serbatoi separati e fatti circolare nel sistema secondo necessità. Un approccio che offre vantaggi concreti: maggiore sicurezza, scalabilità e — nel caso delle versioni organiche — materiali molto meno impattanti per l'ambiente.

Il cuore dell'esperimento di Marb è l'EGCG, ovvero l'epigallocatechina gallato, un composto naturale presente in abbondanza nel tè verde e in particolare nel matcha. Disciolto in una soluzione alcalina di idrossido di sodio, questo polifenolo partecipa alle reazioni elettrochimiche che generano corrente elettrica. Nessuna sostanza rara, nessun materiale tossico: solo chimica naturale messa al lavoro.