di

Matteo Sorio

Verona, gli avvocati della Planet Sport annunciano querele verso tutte quelle persone che hanno scritto commenti ritenuti «gravemente offensivi e diffamatori» contro la decisione della piscina di Bussolengo

Rischiano di venire querelati gli autori dei commenti decisamente sopra le righe al post di una mamma di ritorno dalla piscina di Bussolengo. La donna ha raccontato come al figlio neonato fosse stato impedito l’ingresso in acqua perché vestiva la tutina integrale che lei gli aveva fatto indossare per proteggerlo dal sole. Peccato che secondo il personale di Piscine Bussolengo si tratti di «abbigliamento non conforme alle prescrizioni previste dal regolamento dell’impianto».

L'odio corre sui socialLe norme igienico-sanitarie della struttura non prevedono infatti l’uso in acqua della tuta integrale di protezione dai raggi Uv, tanto più che nell’impianto c’è una sabbiera e quindi la possibilità che nelle tute, oltre al sudore, si accumulino residui che potrebbero disperdersi in acqua. Ma il diniego all’ingresso in vasca ha generato un vespaio di commenti, tra cui una trentina ritenuti «gravemente offensivi e diffamatori», come da nota pubblica dei legali di Planet Sport Verona, che citano anche «accuse relative a presunte discriminazioni su base etnica o religiosa prive di qualsiasi riscontro oggettivo». Uno dei due avvocati, Maria Giovanna Zandonà, fa sapere che «dopo la nota molti dei messaggi diffamatori sono stati cancellati», mentre permangono alcune frasi come «se gli mettevi il burkini non lo mandavano via» o «tutto ad hoc per vietare il burkini». I legali spiegano ora che gli autori delle «dichiarazioni lesive» verranno individuati per poi procedere «all’attivazione delle iniziative giudiziarie necessarie per l’accertamento delle relative responsabilità, con richiesta di ristoro di tutti i danni».