A sessant’anni di distanza l'autore ci racconta, come fosse un romanzo, quei giorni assurdi, immaginando dialoghi, situazioni e vicende lontane decenni ma che sembrano successe da pochi mesi. Ci racconta gli anni precedenti quella disfatta e i giorni successivi, con il tentativo di Fabbri di smascherare un complotto ai suoi danni (con accuse che lo hanno portato a una squalifica), e dell'eroe coreano, chiarendo una volta per tutte il falso mito che fosse un dentista. In realtà è stato un tipografo prima di entrare nell’esercito e dopo il gol all’Italia fu promosso sergente continuando a essere una figura centrale del calcio nordcoreano. Fabbri invece rimase per sempre il ct della “maledetta Corea”, prigioniero di un risultato che avrebbe oscurato anche le sue successive vittorie.
Chiedi chi era Pak Doo-ik. Fabbri e la maledetta Corea: storia di un fallimento mondiale
Il racconto della spedizione italiana alla Coppa del mondo del 1966 con lo stile di un romanzo












