La dottoressa Sarah Solbiati è una ricercatrice del Politecnico di Milano che ha deciso di fare da cavia ai suoi stessi esperimenti. È diventata cioè un'astronauta analogica che partecipa a simulazioni di missioni spaziali sulla Terra: settimane in habitat estremi dove si vivono le stesse condizioni di isolamento, privazione sensoriale e stress di un lungo viaggio nello spazio.

Lei, oltre che ricercatrice, è anche un astronauta analogica.

Che cosa vuol dire?

Essere astronauta analogica significa partecipare a delle missioni che simulano alcuni aspetti di una missione spaziale.

Sulla Terra è necessario approfondire questi aspetti che troviamo nello spazio, come ad esempio microgravità, radiazioni e permanenza in isolamento, perché in orbita abbiamo un numero limitato di astronauti su cui studiarli.